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di Massimo Daviddi
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Ho sempre apprezzato le cartoline, diversamente dalle lettere prevedono due esperienze contemporanee, scrittura e immagine; vero è che si immagina scrivendo in modo libero, personale, davanti alla pagina bianca di una lettera. Le cartoline, non portano unicamente saluti; da qualsiasi luogo giungano, possono consentire la stesura di un testo relativamente ampio: un'osservazione, un pensiero, un ricordo, trovano la loro dimensione nello spazio, a lato.
Nel congedarmi dall'incarico di coordinatore della ri. vista www.bazarmagazine.ch, desidero ringraziare tutti i collaboratori e tutti i lettori che hanno arricchito questo luogo di incontro, facendone una sorta di grande testo narrativo. In particolare: Beat Allenbach, Alessia Ballinari, Nadia Bizzini, Alina Demarta, Franco Di Leo, Alice Giannitrapani, Agatha Eberhard, Paolo Galli, Francoise Gehring, Margherita Giromini, Marco Grosso, Hassan El Araby, Teresa Leone, Lucia Morello, Federico Pedotti, Manuel Perrone, Simona Sacco, Cristina Signorini, Stephen Smith, Flavio Stroppini, Amina Sulser, Raffaella Viviani,Mbake Gadji (e molti altri), che con tempi e modalità differenti hanno dato apporti originali e di qualità al progetto.
Ancora: Pedro Ranca Da Costa, costantemente e proficuamente impegnato nella parte dedicata all'Agenda e Pascal Kono, che in questi anni di lavoro, dopo la progettazione iniziale di Matteo Cazzola, ha consentito col suo apporto professionale, il montaggio e l'uscita della rivista |
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Aldo Balmelli, per le sue foto e per il modo autentico di raccontare i nostri tempi, cogliendone i frammenti visivi sparsi nel territorio. Ringrazio, naturalmente, il Delegato Cantonale, Ermete Gauro, per la sensibilità e condivisione fin dalla nascita del progetto, (che inizia da un'intuizione, ma si sviluppa solo con un discorso aperto e possibile): il Direttore del Dipartimento delle Istituzioni, On.le. Luigi Pedrazzini, che ha sostenuto l'iniziativa da un punto di vista generale e che credo, ne abbia apprezzato lo stile. La rivista, (si sa), è rimasta ferma, "bloccata”, per otto mesi; nel tempo trascorso, sono stato in attesa di capire quale futuro avrei avuto e con chi. Per correttezza, evito di entrare nei particolari, alla fine risultano noiosi e non cambiano nulla rispetto a quanto è già nel presente Ognuno, per fortuna, ha una scala di valori e capacità di giudizio rispetto a quanto accade nella vita: qualsiasi collaborazione professionale, di lavoro e partecipazione a un progetto, è fondata sulla considerazione per l'altro; un'educazione e attenzione di fondo- esprit de finesse - che non si apprende né da un manuale, né da un protocollo di intesa. Se qualcuno avrà voglia, tempo e piacere di sfogliare l'intera documentazione che la rivista ha prodotto in questi anni, si formerà una sua opinione, la confronterà con altre, ragionando, riflettendo, su punti di forza e debolezza. Si potrà rivedere semplicemente il tutto, analizzando come una "redazione volante”, un gruppo di scrittori, cittadini diversi per generazione, formazione e cultura, per ambiente, idee, profili, abbia espresso una complessa e composita lettura del presente senza imitare nessuno; senza avere mezzi e strutture di altri media, puntando solo su ricerca, passione, voglia di raccontare esperienze e percorsi di vita. Sarebbe utile, almeno, non disperderne ricchezza e senso, proprio nel momento in cui, da piu' parti, si sottolinea la necessità di creare reti, scambiare esperienze, scriverle e documentarle, di fronte ad atteggiamenti pregiudiziali e discriminatori che sono portati avanti, bisogna pur dirlo senza rallegrarsene, con determinazione, vigore, continuità. |
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