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Questa
estate, dall' angolo della missione dove era possibile captare il
segnale sul telefonino, inviavo agli amici un sms che in poche parole
raffigurasse la situazione che mi girava intorno: ”Per me grande
pace e spazi infiniti, per loro grande povertà intellettuale,
morale, sociale, alcool, droga, sesso, bambine madri a 12 anni…tutti
pugni nello stomaco…”.
Missione
dove?
Nella parte centrale del Kenya, sugli altopiani a 2.000 metri, ai
piedi del monte Kenya. Il luogo principale, dove ha "sede” la
missione è Dol-Dol, ma l"intera parrocchia comprende altre 36
località sparse in una superficie di 1.200 kmq.
Un
terreno collinare, sassoso, molto arido, ricoperto di arbusti
spinosi, acacie, agavi, cactus e fichi d'India selvatici, uniche
piante capaci di sopravvivere alla siccità di quelle zone e che
servono da nutrimento a cammelli, mucche, capre e pecore che lì sono
costrette a pascolare.
Vi
è inoltre la presenza di altri animali selvatici: giraffe, zebre,
gazzelle, struzzi, leoni, ghepardi, iene, babbuini, elefanti. Proprio
la prima notizia che mi accoglie appena arrivata alla missione, è
che il giorno prima del mio arrivo, una donna col suo bambino, erano
stati uccisi da un elefante in un villaggio vicino, forse infastidito
dalla loro presenza. In periodi come questo di grande siccità, gli
elefanti a gruppi di 20 o 30, si avvicinano ai centri abitati in
cerca di acqua e nutrimento e radono al suolo tutto quello che
trovano sul loro cammino.
La
maggior parte di questi animali però, è custodita e ben protetta
nei vari parchi esistenti nella zona, meta di turisti e di studiosi
sul comportamento della fauna africana. Purtroppo questi parchi
nazionali, fonte di sicuro reddito per il governo, stanno ampliandosi
sempre più, sottraendo terreni alla popolazione locale, che si trova
relegata in spazi sempre più ristretti e aridi, senza possibilità
di pascolo per il bestiame, sua unica ricchezza e fonte di
sostentamento.
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