Passione, non solo evasione. Vista dall'esterno, l'abitudine degli iraniani per il pic nic rasenta la mania creativa."Gli iraniani amano molto fare il pic nic” raccontava la nostra guida un mese fa, durante un viaggio in Iran. “Se non fa freddo, la gente ama uscire e andare verso i parchi cittadini, le zone delle moschee, le oasi”. Anche sulle pendici aride delle montagne, come ho potuto constatare in occasione di una festa religiosa. Il pic nic come svago, come forma di relax popolare che la Repubblica Islamica, così parca di distrazioni, rende estremamente attrattivo e alla portata di tutti. Da prendere sul serio, soprattutto, perché il pic nic è una specialità iraniana e si fa con pentoloni e samovar e pipe per fumare, con cuscini e tutto il necessario per fare la siesta. Un pic nic senza panini asciutti e sciapi ma con la minestra calda, cotta al momento, in effluvi meravigliosi di cipolle e di spezie, accompagnata da carne, riso, yogurt e un pane morbido e avvolgente come una ruvida stoffa; buonissimo appena cotto. Ma il pic nic - per le origini nomadi di questo popolo abituato ai rigori climatici degli altipiani desertici - forse è un retaggio dell'antico nomadismo. Uno spazio sotto il cielo azzurro o sotto le stelle continuamente ricreato, per compiere l'atto più importante: mangiare. L'atto indispensabile, ricreato all'infinito nello spazio delimitato dal confine di un tappeto. Ed è vero: gli iraniani potrebbero fare pic nic anche all'interno della propria casa, dentro e fuori, di notte e di giorno. Non solo nei parchi e giardini, sul bordo delle strade e delle autostrade, negli spazi articolati del Mausoleo di Komeini, a Teheran, vicino ai cimiteri, dietro una siepe, tra una macchina e l'altra nei luoghi della più orrida contemporaneità. Gli iraniani, per fare un pic nic, non si fermano davanti a nulla. Una tenda basta per la notte e, alle cinque della sera, quando improvvisamente si fa buio, il pic nic continua, alla grande, con un po' di musica e il profumo della carne allo spiedo. Ho visto pic nic sotto un sole pallido, nell'oasi abbandonata e un po' fatiscente sorta attorno al mausoleo di un principino. Un mausoleo semplice e quasi contadino, di colore bianco calce e verde smeraldo. Con l'immagine di un adolescente: un martire della guerra Iran-Irak, la foto ricordo dietro a una tendina, in una specie di teca sospesa.