Scrivo nuovamente d'Africa, questa volta non per parlare di arte e tradizione, ma per riflettere su un tema complesso e sicuramente meno ludico che tocca da vicino anche la nostra Europa
Scrivo nuovamente d'Africa, questa volta non per parlare di arte e tradizione, ma per riflettere su un tema complesso e sicuramente meno ludico che tocca da vicino anche la nostra Europa. L'occasione mi è stata data dal Convegno "LAfrica e noi - economia giustizia solidarietà" tenutosi a Milano l'11 ottobre scorso, promosso da Caritas Ambrosiana, Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi Religiosi, Centro Documentazione Mondialità, Suam Lombardia, Ufficio Diocesano Pastorale Migranti, Ufficio Diocesano Pastorale Missionaria. Il convegno è stato suddiviso in due parti: durante la mattinata diversi relatori hanno posto al centro dell'attenzione la realtà africana a partire dall'Economia nella prospettiva di sollecitare relazioni internazionali improntate a criteri di Giustizia e Solidarietà. Nel pomeriggio i vari partecipanti sono stati divisi in gruppo per partecipare a dei laboratori tematici, tra i quali uno in particolare ha attirato la mia attenzione: "La tratta delle donne a scopo di sfruttamento sessuale: il caso Nigeria".
La mia scelta è stata sicuramente condizionata dal fatto che lavorando al centro per i richiedenti l'asilo di Chiasso, ogni giorno ho a che fare con persone provenienti dalla Nigeria, e pur essendo questi per lo più uomini, qualsiasi argomento inerente lo stato africano in questione mi interessa per conoscerne più da vicino la realtà odierna.
Scrivo nuovamente d'Africa, questa volta non per parlare di arte e tradizione, ma per riflettere su un tema complesso e sicuramente meno ludico che tocca da vicino anche la nostra Europa
Qualche volta sono arrivate anche delle donne nigeriane, sulle quali non ho potuto fare a meno di interrogarmi: sono anche loro vittime o future vittime della tratta di esseri umani? Avevo già sentito parlare del fenomeno della prostituzione nigeriana in Italia, fenomeno che ha assunto negli ultimi anni proporzioni enormi, come ci hanno spiegato Claudia Biondi (Caritas ambrosiana) e Palma Felina (Coop. Farsi prossimo), relatrici del laboratorio. Il 50% delle donne che si prostituiscono in Italia sono Nigeriane, all'incirca 30mila ragazze, la maggior parte di queste proviene da Lagos e Edo, due stati nel sud-ovest della Nigeria che un tempo facevano parte dell'antico impero del Benin. Una realtà controversa, se si pensa allo splendore di una civiltà antica testimoniata da splendide opere artistiche esposte tra l'altro anche in Italia nel 2005 a Firenze e Mantova ("Quando Dio abitava a Ife. Capolavori dell'antica Nigeria").