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La Svizzera ha una nuova ministra di giustizia, ma essa non si distanzia dalla restrittiva politica sull'asilo di Christoph Blocher, suo predecessore.
Eveline Widmer-Schlumpf, vuole inasprirla ulteriormente.
Appena entrata in vigore all'inizio 2008 la seconda parte della severissima legge sull'asilo, si parla già della riforma successiva. Significa che l'amministrazione ed il parlamento hanno lavorato superficialmente?
O l'ambiente in Svizzera riguardante i richiedenti l'asilo è talmente surriscaldato che in seguito alle continue lamentele da parte di rappresentati dell'Udc e della Lega dei ticinesi, anche il governo fugge in un attivismo legislativo poco ragionato? È comunque un fatto straordinario che una legge, entrata in vigore nel 1981, sia stata adattata e rivista in meno di 30 anni ben sette volte e l'ottava revisione è in preparazione. Vale la pena ricordare che negli ultimi anni non ci siamo trovati in una situazione d'emergenza. È un periodo di un afflusso modesto di richiedenti l'asilo, con un po' più di diecimila domande all'anno. Tuttavia, alla fine di quest'anno, il numero di richiedenti l'asilo arrivati in Svizzera potrebbe salire a piu' di 2000, (complessivamente oltre 13 000).
Però: quando nel 2004 il numero delle nuove domande d'asilo erano scese di un terzo, a 14'284, l'Ufficio federale della migrazione sottolineava con soddisfazione che si trattava del numero più basso dal lontano 1987.
Ancora all'inizio del 2000 le domande d'asilo superavano ogni anno le 20'000.
Il motivo che già adesso, con un aumento relativamente leggero, c'è chi parla di emergenza, va ricondotto alla politica miope di assoluto risparmio del Consigliere federale Blocher, che ha ridotto al massimo i contributi ai cantoni e ha fatto chiudere molti centri per richiedenti l'asilo, di modo che adesso si può gestire a malapena l'arrivo di 10'000 persone all'anno.
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