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Parte uno: la vittima. Parte due: il criminale. Parte tre: la polizia. Tre personaggi, raccontati ognuno dal loro punto di vista. Questo strano romanzo dell'autore gallese James Barlow, pubblicato nel 1956, ci trasporta in tre mondi distinti uniti da un tragico evento. Una giovane donna viene trovata uccisa nel mezzo della campagna, nei pressi di un piccolo vilaggio turistico affacciato al mare.
„ Ha dei segni sulla gola. Suppongo sia stata strangolata. Non ci saranno graffi sulla faccia dell'assassino. E' stata trovata ieri sera da una coppietta che si era spinta fuori città. Non la conoscono. C'è un mucchio di cose sparse attorno: una borsetta e una custodia di stoffa con una macchina fotografica che ha il retro asportato."
Quel che riesce a Barlow è la creazione di tre mondi, apparentemente distanti ed inavvicinabili, che inesorabilmente entrano in collisione. Gli effetti saranno devastanti. Ognuno dei tre personaggi, per un attimo, si renderà conto dell'effimera semplicità di un mondo, nel quale un azione provoca una reazione di pari portata. Reazioni difficilmente preventivabili in tutti gli aspetti.
„Non posso capire la distruzione della bellezza. Ho sempre pensato che il delitto fosse lo sfogo di una tensione tremenda, nel qual caso sia l'uccisore sia l'ucciso erano degni di pietà, perchè entrambi erano vittime."
Bellezza e pietà si intersecano continuamente con la trama del romanzo di Barlow. Una bellezza erotica, fuggevole, talvolta inutile, talvolta necessaria. La bellezza è una merce di scambio per chi annoda i suoi giorni per non dimenticarli. La bellezza è innocenza e perversione allo stesso momento.
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