SI SCRIVE CLASSI PONTE…. SI LEGGE CLASSI GHETTO?
Il titolo non è mio ma è mutuato, pari pari, dall'editoriale del settimanale cattolico "Famiglia cristiana” che ha assunto una posizione inequivocabile nei confronti della mozione approvata dalla maggioranza parlamentare italiana.
I fatti
Il 13 ottobre la Camera dei Deputati, con 256 sì e 246 no, ha approvato una mozione (in allegato), primo firmatario il deputato Roberto Cota della Lega Nord, volta ad istituire nella scuola italiana le "classi di inserimento", dette anche "classi ponte“, per i bambini stranieri.
Proprio costoro, quando e se non conoscono la lingua italiana (e come potrebbero?), saranno inseriti in classi "speciali" prima di far parte a tutti gli effetti della classe di appartenenza per età, come avviene al momento attuale, grazie a Linee Guida del Ministero, condivise da larghi settori degli operatori scolastici. Solo chi dimostra una buona conoscenza della lingua italiana potrà essere inserito a pieno titolo nella classe di appartenenza.
Le opinioni
Si tratta di una norma discriminatoria che ci riporta indietro nel tempo, alle "classi differenziali" degli anni '50, e che si configura come un atto di esclusione nei confronti dei bambini. Ma domandiamoci, coloro che l'hanno pensata e tradotta in legge non sanno che una lingua si impara "parlando", nella relazione quotidiana con chi la lingua la conosce e ne ha padronanza?
Penso che tale norma sia un grave errore politico; che sia il prodotto di un'assoluta mancanza di competenze didattiche, psicologiche e culturali. Che porti la scuola a selezionare gli studenti, qualsiasi sia la loro età, impedendo loro una normale socializzazione, con la conseguenza di ritardarne gli apprendimenti!