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www.bazarmagazine.ch usciva il 20 Ottobre del 2005, poco piu' di un anno fa. L"idea, quella degli anni di impegno nell’area dell’interculturalità e, in generale, del cambiamento sociale, era di ricercare un luogo dove comunicare le cose di tutti i giorni. Le cose, per intenderci, che attraversano ogni persona, migrante e non, le stesse che sentiamo presenti nelle diverse esperienze della vita. Pensavamo anche, nel momento di crisi di un passaggio d’epoca come quello cui stiamo assistendo, alla presenza di un’informazione fortemente legata al fatto, alla separazione del fatto dalle persone, dal loro ambiente e dai segni che possono essere interpretati come peculiari di ogni esistenza, che si potesse aprire uno spazio dedicato al racconto, alle storie di vita. Permettendo, una coralità e ricchezza di voci prese nel loro narrare. Molte persone, oggi, si spostano per ragioni diverse, ma la migrazione è un fenomeno che nasce con la stessa presenza dell’uomo sulla terra; se le caratteristiche di questo migrare, secondo le epoche e le diverse situazioni, hanno portato ogni tessuto sociale alla necessità di ridefinirsi, questo è anche segno che le contraddizioni di questa esperienza, a volte dolorosa, esprimono una continuità vitale fondamentale. La rivista, dunque, si è posta e proposta nel rapporto tra scrittura e mondo, quale luogo, prima di tutto pensato proprio come luogo fisico, in cui si potessero ritrovare uomini e donne narrando, perché narrazione, racconto, tengono insieme anche storie diverse, distanti. Allo stesso tempo, racconto di altri racconti, testimonianza di qualcosa che, anche se non vissuto direttamente, si è poi inserito nelle vicende personali, cambiando un corso che sembrava definito. Questi sette numeri, portati avanti con competenza e dedizione dalle persone che hanno lavorato alla struttura informatica e grafica, di segreteria redazionale, da coloro che nella scrittura hanno testimoniato il proprio pensiero o narrato l’esperienza di altri, evidenziano, a me pare, l’affermazione di uno stile. Si pensi cosa è significato in questi mesi tradurre, portare alla luce esperienze, ricercare, ascoltare; proporre per ogni edizione un contenuto diverso, legato al tutto dal raccontare. E, mai, pur negli errori o in sbagli compiuti, si è cercato di prendere cose già lette, scritte da altri, o imitate. Ecco perché, in grande umiltà, crediamo che questo progetto rappresenti un punto, di sicuro interesse: verso regioni, persone, luoghi di vita, culture. Questi giorni in piu’, ce lo fanno dire.
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